Un’ora e un quarto in cui il mega squalo del titolo e della locandina “recita” da non protagonista in una storia da totale chissenfrega sui fondali marini, a 7 km di profondità, tra missioni e passeggiate (!), basi abusive (ripetiamo, a 7 km di profondità) e tradimenti, e torniamo a ribadire chissenefrega, se sulla locandina mi metti uno squalo gigante fammelo vedere mentre sgranocchia degli esseri umani, con dovizia di particolari.
Poi finalmente nell’ultima mezzora va in scena il delirio, con i mega squali (non c’è solo quello della locandina) che si dirigono verso un’isola turistica per banchettare, nuotando anche in mezzo metro d’acqua (come no), dove tra l’altro si materializza pure una mega piovra gigante (che c’entra? Boh), mentre sulla terraferma imperversano dei lucertoloni assassini (che c’entrano? Boh). Insomma, mancano solo Jason e Freddy Kruger, poi ci sono tutti.
Affascinante la versione italiana, in inglese, del titolo.
Titolo originale: Meg 2 (dove Meg sta per Megalodonte, lo squalo preistorico gigante). Titolo “italiano”: Shark 2. Ma non potevano fare diversamente, visto che pure il primo capitolo lo avevano intitolato Shark anziché Meg. Il tutto in perfetta linea con il delirio dell’ultima parte di questo film, comunque preferibile alla prima, passibile di denuncia per pubblicità ingannevole.
Shark 2 – L’abisso (Meg 2: The trench, 2023) – di Ben Wheatley