Film a caso in pillole: Qui rido io

locandinaUna goduria, un giro in giostra, per noi fan di Totò e della napoletanità in genere.

Un saggio di bravura di Toni Servillo, che veste i panni del celebre attore-commediografo Eduardo Scarpetta con i suoi eccessi riproduttivi nella vita privata e un ego di non semplice gestione sul palco, solo in parte intaccato dai gusti che cambiano e da una causa intentata da Gabriele D’Annunzio.

Una vicenda che riguarda anche i fratelli De Filippo (Eduardo, Titina e Peppino) e sfiora pure Benedetto Croce. Basta, abbiamo scritto troppo. Nulla da ridire sulla regia, ottimi i tanti classici della canzone napoletana in sottofondo, che aiutano a mantenere il ritmo.

E’ un film recitato in napoletano, con sottotitoli in italiano. E pure questo fa parte del giro in giostra.

Qui rido io (2021) – di Mario Martone

 

Film a caso in pillole: Greta

locandinapg1Come non rimanere estasiati di fronte ai virtuosismi dei titolisti italiani? Titolo originale: La vedova (The widow). Titolo italiano: Greta.

Ma a dire il vero non si tratta dell’unica stranezza, anzi. Ad esempio: possibile la protagonista non riesca a fuggire quando si ritrova con la rapitrice stordita e un mattarello in mano? Ancora: per quale caspita di motivo il padre e l’amica del cuore non si rivolgono alla polizia, pur sapendo chi è la rapitrice, quando la protagonista scompare?

La morale è chiara: fatti fatti tuoi. La protagonista non se li fa, trova una borsetta e la riporta alla proprietaria, che si rivela una stalker professionista.

Il film perde mordente col passare dei minuti, il gioco è troppo lungo e poco credibile nel suo sviluppo. Finale tirato per i capelli, ad esser buoni.

Greta (The widow, 2018) – di Neil Jordan

Film a caso in pillole: Dark Spell-Il maleficio

MV5BMTVhNTlhYWYtOGJhMi00ZTJmLWE2YzgtNzY5MzhhM2Q0YjI1XkEyXkFqcGdeQXVyMTE0MzQwMjgz._V1_Forse chissà, con un budget più consistente e regista e attori migliori, potrebbe pure funzionare. Il soggetto per un buon horror c’è: lei, cornuta e abbandonata, ricorre a un sortilegio per riportarlo indietro. Ma le cose non vanno per il verso giusto.

Tensione non pervenuta, prima parte interessante, seconda parte fastidiosa, che sa tanto di “non so dove andare a parare, quindi facciamo che vale tutto”.

Bella la locandina. Che poi, a dirla tutta, è l’unico motivo per cui ci siamo avvicinati a questo horror russo.

Dark Spell-Il maleficio (Dark Spell, 2021) – Svyatoslav Podgaevskiy

Film a caso in pillole: The French Dispatch

locandinaIndigeribile.

Bianco e nero alternato a colore, voci logorroiche fuori campo, attori immobili con lo sguardo fisso in camera, dialoghi e situazioni surreali, addirittura i cartoni animati nella parte finale: Wes Anderson ha un linguaggio tutto suo, non gli interessa di certo farsi capire dagli ignoranti di cinema come noi. Buon per lui.

A noi resta la libertà di dire che – una volta fatta l’abitudine ai sopracitati virtuosismi tecnico-registici (roba da dieci minuti, non di più) – “The French Dispatch” non lo riguarderemmo nemmeno sotto tortura, nonostante la presenza di un numero impressionante di star, che vanno da Bill Murray a Frances McDormand, da Edward Norton a Willem Dafoe.

La trama: muore il direttore di una magazine…e scattano una serie di episodi-ricordi.

Quello che vede protagonisti Adrien Brody e Benicio Del Toro (ne fa parte anche Fonzie-Henry Winkler) è il più “normale”, quasi comprensibile nella sua interezza. Per quanto riguarda tutto il resto del film non chiedete a noi, non ci abbiamo capito nulla e ci siamo annoiati a morte.

The French Dispatch (2021) – di Wes Anderson

 

Film a caso in pillole: Broadway Danny Rose

5712Essendo fan dichiarati di Woody Allen, si potrà mai parlare male di un suo film, che oltretutto dura poco ed è in bianco e nero? Certo che si può, anzi si deve, se è il caso.

“Danny Rose”, storia di un impresario di insuccesso, è una commediola scarica, riabilitata solo parzialmente da un finale amarognolo. Da Allen regista è lecito attendersi ben altro, l’Allen attore invece funziona alla grande, con la sua tipica recitazione nevrotica.

Nessuna traccia di “perle” di filosofia spicciola, purtroppo. Anche lasciando da parte le aspettative su Allen, si tratta di un film guardabile ma nulla più, incredibilmente candidato a due Oscar non vinti (regia e sceneggiatura originale).

Broadway Danny Rose (1984) – di Woody Allen

Film a caso in pillole: Belli ciao

locandinaNell’ambito del filone “guarda, passa e scordati di me” fa in pieno il suo dovere, è una commedia con diverse situazioni divertenti e ha il buon gusto di utilizzare poche parolacce e di durare meno di una partita di calcio.

Ma giocando sui cliché nord-sud e potendo contare su Pio e Amedeo, era una giocata a botta sicura.

Meglio la prima parte della seconda, dove tra l’altro va in scena un inascoltabile ed evitabilissimo pippone etico-filosofico sul concetto di comunità, nel prefinale. Poco, purtroppo, il politicamente scorretto, ma torniamo alla premessa: lo fa il suo lavoro di intrattenimento puro? Sì.

Belli ciao (2022) – di Gennaro Nunziante

Film a caso in pillole: Il silenzio grande

locandinaDifficile non fissarsi sul finale, che spiazza positivamente e fa venir voglia di andarsi a rivedere tutto il film, per controllare se tutto quadra o se il regista ha giocato sporco. Il “giochetto” ricorda almeno un paio di film, che non citiamo per non rovinare la sorpresa, ma è comunque ben fatto e alza il voto complessivo.

Per il resto, “Il silenzio grande” di Alessandro Gassmann, che si regala anche una divertente apparizione, è guardabile ma troppo lungo per essere un film parlato, che oltretutto si svolge in una sola stanza. Ma si sa, la legge per impedire ai film di superare in durata una partita di calcio non passerà mai.

La storia è quella di una famiglia in crisi, non solo economica, con rivelazioni annesse. Bravo il protagonista Massimiliano Gallo.

Il silenzio grande (2021) – di Alessandro Gassmann

Film a caso in pillole: Che fine ha fatto Baby Jane?

19474Pur avendo due anni in meno di Psycho ne dimostra il doppio. Intendiamoci, “Baby Jane”, classe 1962, il suo fascino lo conserva, non solo per il sempre salvifico bianco e nero. Ma è un film che oggi, più che paura, ispira tenerezza, vuoi per la violenza mai inquadrata dalla telecamera, i primissimi piani o la recitazione ipercaricata di Bette Davis, truccata come Joker.

La sostanza c’è, comunque. Paura no, ma la storia delle due sorelle amiche-nemiche, a causa dei successi prima dell’una poi dell’altra, è ancora in grado di creare tensione.

Alcune cosette tuttavia andrebbero chiarite, lasciando da parte il discorso legato all’età. Ad esempio: possibile la sorella inferma sia stata sistemata al piano di sopra, tagliata fuori dal mondo a causa delle scale che non può discendere? Si dirà che è stata la sorella sana a volere così, ok, ma possibile che il dottore che segue l’inferma mai nulla abbia avuto da ridire? Ancora: possibile l’inferma pur avendo a portata di voce la vicina ficcanaso, non riesca una volta che sia una a farsi sentire per chiedere aiuto? E che dire del maestro di musica, che si presenta a casa dopo aver letto un annuncio dove però compare il numero di telefono ma non l’indirizzo? Miracolo!

Che fine ha fatto Baby Jane? (What Ever Happened to Baby Jane?, 1962) – di Robert Aldrich

Film a caso in pillole: La rapina perfetta

71iMbFDjudL._SL1101_Troppo lungo (ben oltre la durata di una partita di calcio) e troppo incasinato nella seconda parte. Sarà pure tratto da una storia vera, come recita la locandina, ma si tratta pur sempre di un film di intrattenimento, e per seguire tutto bisogna prendere appunti.

Non è obbligatorio però: si può scollegare il cervello e vedere come andrà a finire. E in questo senso “La rapina perfetta” il suo compito lo fa.

Una domanda però è impossibile non farsela: scavano un tunnel per entrare nel caveau, fingendosi operai. Benissimo. Un vicino si lamenta del rumore, un poliziotto va a controllare e due rapinatori-finti operai si fanno vedere tranquillamente in faccia. Pensano che una volta fatta la rapina il poliziotto non collegherà il tunnel ai finti operai? Hanno già deciso di fuggire su Marte, senza avere la certezza di portare a casa il bottino? Mah…

La rapina perfetta (The bank job, 2008) – di Roger Donaldson

Film a caso in pillole: Lasciarsi un giorno a Roma

lasciarsi-un-giorno-a-roma-poster-ufficialeFinalmente! Ma anche, con un fine francesismo: porca vacca!

Era dai tempi di “Perfetti sconosciuti” che non si vedeva sugli schermi un film horror (per le coppie) di tale portata. Il difetto, l’unico, è lo stesso: affondare sì il colpo, ma voler essere un minimo rassicurante. “Perfetti” lo faceva attraverso uno stratagemma registico, “Lasciarsi” lo fa con la percentuale: è la storia di due coppie in crisi, una si salva, l’altra no. Come dire: ok, vi faccio vedere il peggio, ma non va sempre così. Peccato.

C’era Edoardo Leo in “Perfetti” e c’è Edoardo Leo in “Lasciarsi”, qui anche regista. Il difetto di cui sopra in realtà è un neo, perché il film è un Signor Film, sincero e spietato. Un horror, insomma. Le armi del delitto sono le bugie, i silenzi e le parole.

Lasciarsi un giorno a Roma (2021) – di Edoardo Leo

Film a caso in pillole: La furia di un uomo

la-furia-di-un-uomo-wrath-of-man-coverRiprendiamo la nostra crociata persa in partenza: salvo rare eccezioni, un film non dovrebbe mai durare più di una partita di calcio, recupero incluso.

Jason Statham è una guardia portavalori un po’ troppo in gamba con le armi e le situazioni di pericolo estremo. Si scoprirà perché.

“La furia di un uomo” parte bene, resta interessante finché non emerge la verità sul passato del sempre affascinante Statham (non è facile riuscire a non fare mai un’espressione facciale), poi quando la nebbia si dirada, lasciando spazio a morti e proiettili, quando insomma il noir si defila a favore dell’action-movie-videogame…non si vede l’ora che arrivi il finale (a proposito: pessima l’ultima scena). Siamo comunque nella nobiltà del film di genere.

La furia di un uomo (Wrath of man, 2021) – di Guy Ritchie

 

Film a caso in pillole: 10050 Cielo Drive

CatturaTitolo originale: lupi alla porta.

Titolo italiano: indirizzo della casa (10050 Cielo Drive).

Vabbé, andiamo avanti. L’operazione lascia perplessi. E’ la ricostruzione fedele del massacro di Sharon Tate e dei suoi amici, ad opera dei discepoli di Charles Manson? No, c’è scritto anche sulla locandina: è ispirato, non è la storia vera. Allora perché i nomi sono veri? E perché, pur essendo chiaramente un film horror, le efferatezze non vengono mostrate (in particolare quelle ai danni della Tate)? Pudore? Che senso ha fare un horror…con pudore? Poi: che caspita c’entra la scena iniziale di violazione senza morti in un’altra dimora? Mah.

Riuscendo a lasciare da parte tutto ciò, il film ha il grosso pregio della brevità (molto meno di una partita di calcio) e si può guardare.

10050 Cielo Drive (Wolves at the door, 2016) – di John R. Leonetti

Film a caso in pillole: C’era una truffa a Hollywood

c-era-una-truffa-a-hollywood-coverTitolo italiano inaccettabile per una commedia invece gradevole.

Robert De Niro, che riesce a fare qualche smorfia in meno del solito, è un produttore in crisi economica, indebitato col criminale Morgan Freeman; ripesca dal ricovero l’ex divo Tommy Lee Jones (splendidamente malinconico), ma solo per un film-farsa, che dovrebbe risolvere il problema del debito.

Le cose si complicheranno non poco.

C’era una truffa a Hollywood (The comeback trail, 2021) – George Gallo

Film a caso in pillole: Venom-La furia di Carnage

venom-la-furia-di-carnage-recensione-nerdevilPer dimenticarsi un’ora e mezzo della propria esistenza va benissimo, in questo senso è un film onesto, quello che promette (intrattenimento e botte da orbi tra buoni e cattivi), mantiene.

Il problema sono i troppi sottintesi, ovvero i riferimenti al capitolo precedente (ah, esiste un capitolo precedente?). Ora, va bene che i Marvel-Fan sono tanti e informatissimi, ma così sembra di trovarsi al cospetto di una setta esclusiva. Ad esempio: Venom, l’alieno che vive in simbiosi con Tom Hardy, quando e come è arrivato? Perché la vecchietta del discount sa tutto di lui? Boh.

Ma in fondo, una volta tanto che ci troviamo di fronte a un benedetto film di disimpegno totale, non è il caso di cavillare.

Venom-La furia di Carnage (Venom: let there be Carnage, 2021) – di Andy Serkis

Film a caso in pillole: Vita da Carlo (serie tv – 10 puntate)

thumbnailUn punto in più per l’autoironia che accompagna tutta la serie: strepitoso l’episodio della donna morente che incontra Carlo Verdone, suo grande mito, e in un crescendo rossiniano lo sommerge di critiche.

Bene anche la durata di ogni puntata, meno di mezz’ora, che viene in soccorso di un ritmo spesso compassato.

E’ l’attuale vita (ovviamente romanzata) di Verdone, che tra fan inopportuni e un produttore che vorrebbe fargli girare sempre lo stesso film, si ritrova candidato a sindaco di Roma. L’inizio non è il massimo, ma poco per volta la serie prende quota, complici l’amico Max Tortora (è lui che alza il ritmo) e i tanti personaggi che interpretano loro stessi e che suscitano una certa curiosità, da Morgan ad Antonello Venditti, da Alessandro Haber a Massimo Ferrero, senza contare poi i volti noti che non interpretano loro stessi ma fanno comunque pensare: “Guarda chi si vede”.

La malinconia di fondo è spesso stata compagna artistica di Carlo Verdone, ma il finale della serie stona. Ci si aspetta una battuta che non arriva.

Vita da Carlo (2021, serie tv, 10 puntate) – di Carlo Verdone e Arnaldo Catinari

 

Film a caso in pillole: E’ stata mano di Dio

e-stata-la-mano-di-dio_btp2.1024Si potrà mai parlare male di un film di Paolo Sorrentino, che oltretutto attinge al suo personale vissuto e al dramma della prematura perdita dei genitori? Sì, certo che si può.

E si potrà mai parlare male di un film universalmente riconosciuto come un capolavoro dalla critica? Sì, certo che si può, anzi si deve, in nome della libertà di opinione.

“E’ stata la mano di Dio” – storia (diluita) di prematura crescita causa lutto – è un mattone. Non ci fosse di mezzo lo status di Sorrentino, non ci sarebbe nessun valido motivo per rimanere due ore davanti allo schermo.  Prima parte noiosa, costruita solo in funzione della seconda, dove però a parte un paio di episodi (l’iniziazione sessuale e l’incontro col regista-mentore) prevale un senso di poco avvincente e di smarrimento, del tipo: è davvero un film di Sorrentino? Dove sono il suo sguardo alternativo e le sue trovate? E davvero il solitamente mai banale Sorrentino, in un film che si svolge a Napoli, piazza in chiusura la scontatissima “Napule è” di Pino Daniele?

La critica, quella seria, spiega e giustifica tutto, basta fare un giro su internet per rendersene conto. Il che però non sposta di un millimetro il nostro giudizio, dal basso della nostra ignoranza cinefila: “E’ stata la mano di Dio” fa venire sonno.

E’ stata la mano di Dio (2021) – di Paolo Sorrentino

Film a caso in pillole: Voyagers

movieposter_enPrima parte guardabile, seconda parte irritante.

Missione nello spazio, affidata a giovanissimi e a Colin Farrell, a caccia di un pianeta colonizzabile. Fin che tutto procede secondo quanto previsto ok, film non entusiasmante ma comunque interessante; quando invece la situazione precipita, e il film si trasforma ne “Il signore delle mosche” spaziale (la ribellione, la paura dell’altro, la violenza come strumento di potere e bla bla bla)…si salvi chi può.

Di certo non aiutano l’assenza di canzoni nella colonna sonora o l’ambiente piccolo e impersonale della mega astronave, ma nemmeno “virtuosismi” tipo il cattivo che prima di sparare al buono urla “ehi”, dandogli così modo di scansarsi, oppure gente sbalzata nello spazio che rimane aggrappata e rientra.

E non aiuta nemmeno la durata superiore a una partita di calcio, recupero annesso.

Voyagers (2021) – di Neil Burger

Film a caso in pillole: The dark and the wicked

the-dark-and-the-wickedUfficiale, quindi? I titoli non si traducono più in italiano? Vabbé, proseguiamo.

“The dark eccetera” è un buon horror, solido, scuro, con pochi fronzoli e ancor meno spiegazioni: c’è il male, chissenefrega da dove arriva. Che poi è la soluzione più semplice per non doversi inventare una spiegazione. Vabbé, proseguiamo pure stavolta.

Fratello e sorella tornano a casa per salutare il padre morente. Ma c’è qualcosa che non va.

Durata inferiore a una partita di calcio, struttura classica, morti non tantissimi ma qualche bello spavento lo si prende. Bene così, perbacco.

The dark and the wicked (2020) – di Bryan Bertino

Film a caso in pillole: Una donna promettente

locandinaSulla locandina campeggia la notizia dell’Oscar vinto per la migliore sceneggiatura, che in tutta onestà ci pare un poco esagerato.

Detto ciò, nonostante una durata superiore alla partita di calcio, immagini più da telefilm che da film e una protagonista non troppo convincente, si guarda alla grande.

Ex studentessa di medicina, segnata da un trauma, cerca la sua personale vendetta sul mondo maschile. Avrà modo di riavvicinare anche i veri responsabili.

Funziona il registro scelto, una sorta di “commedia ma non troppo”. Non sottovaluteremmo il “potere” di alcune canzoni pop rifatte, con arrangiamenti “magnetici”.

Una donna promettente (Promising young woman, 2020) – di Emerald Fennell