Film a caso in pillole: L’ultimo turno

CatturaPartiamo dalla fine, ovvero da un finale non risolutivo, che vale mezzo punto in più in pagella.

L’unico vero problema è la prima parte, lentissima (tutto il film lo è, e la musichetta soporifera non aiuta di certo); serve una mezzoretta per far sì che il minimale raccontato diventi interessante.

Il risultato complessivo comunque è ampiamente guardabile, complice una sempre benedetta durata contenuta, inferiore a quella di una partita di calcio.

Cambio della guardia in un fast food, l’anziano in uscita passa le consegne al giovane appena uscito di galera. Grazie al cielo si filosofeggia poco, a tenere banco sono i guai personali dell’uno e dell’altro.

L’ultimo turno (The last shift, 2020) – di Andrew Cohn

Film a caso in pillole: Room in Rome

locandinaPrima dell’Alba in versione lesbo.

Si conoscono, si piacciono, decidono di passare la notte insieme. Una è lesbica, l’altra no, ma almeno per una notte lo sarà. Per il futuro chissà, vedremo, al limite ci faranno sapere.

Ammirare due donne nude che si trastullano vicendevolmente per più di un’ora e mezzo è piacevole, intendiamoci, l’erotismo è patinato e apprezzabile, così come pure le chiacchiere della prima parte. Ma il film non ha così tanto da dire e raccontare, e in più le due attrici non hanno lo spessore necessario per alzare il livello, così col passare dei minuti subentra la voglia di vederlo finire.

Imbarazzanti la parte e le battute affidate a Enrico Lo Verso, cameriere piacione che vorrebbe trasformare la lesbicata (pardon, rapporto saffico) in una roba a tre.

Inspiegabile il fatto che i vicini di stanza si lamentino per il baccano a tarda sera, ma nulla abbiano da ridire su una cantata in pena notte sotto la doccia, e nemmeno sulla cantata di Lo Verso all’alba, sul balcone.

Room in Rome (Habitación en Roma, 2010) – di Julio Medem

Film a caso in pillole: Dreamkatcher – L’acchiappaspiriti

Dreamkatcher-2020-film-posterImpresentabile.

La locandina è di gran lunga la cosa migliore di questo film, assieme alla durata, addirittura inferiore a quella di una partita di calcio.

Per il resto regna una sconcertante sagra del già visto (ragazzino si comporta stranamente) e del mal recitato: la compagna del padre non c’è neanche male, bravina, ma il bimbo e il padre…aiuto; non c’erano abbastanza denari per continuare le selezioni?

Sedicente thriller-horror totalmente superfluo. Tra l’altro non abbiamo capito come viene ammazzata la vecchia nel finale, ma sicuramente è colpa nostra e della palpebra calata. In ogni caso si tratta di un dettaglio.

Dreamkatcher – L’acchiappaspiriti (Dreamkatcher, 2020) – di Kerry Harris

Film a caso in pillole: Rise – La vera storia di Antetokounmpo

downloadPur essendo guardabile, è uno dei film sul basket più spompi di sempre, anche se non di solo basket si tratta, anzi, si parla soprattutto di emigrazione, razzismo, riscatto sociale e chissà cos’altro. Buoni sentimenti a cascata. Non manca un tocco di fantascienza: davvero la moglie va da sola in ospedale, partorisce e qualche ora dopo torna tranquillamente a casa col neonato, che tra l’altro ha già più capelli di Caparezza? Davvero riescono a vivere in sei (padre, madre, quattro figli) coi soli lavoretti saltuari dei genitori, pagando oltretutto l’affitto?

E’ la storia dei fratelli Antetokounmpo (mai sentiti nominare), che da clandestini in Grecia diventano campionissimi NBA.

Ribadiamo: il film si guarda. Ma se vi aspettate un film baskettaro, con azioni spettacolari e frasi da micanormali, lasciate perdere.

All’inizio si rimane perplessi, vuoi per le due situazioni di “fantascienza” citate, vuoi per i titoli di testa. Il film si intitola “Salita” (rise). Ma sullo schermo viene affiancato dalla “traduzione” italiana: La vera storia di Antetokounmpo. E subito dopo compare la scritta: BASATO su una storia vera. Insomma, è la storia vera o romanzata? Boh, fondamentalmente chissenefrega in effetti. Però il senso di smarrimento resta.

La vera storia di Antetokounmpo (Rise, 2022) – di Akin Omotoso

Film a caso in pillole: Jolt – Rabbia assassina

CatturaNon necessario film d’azione a basso costo, che ha il merito di durare meno di una partita di calcio e il demerito di alludere a un secondo capitolo. Ma cosa ci facciano Stanley Tucci e Susan Sarandon in “Jolt”, non è dato sapersi.

Donna iperviolenta (per una patologia), indaga sulla morte del quasi fidanzato.

Forse le cose migliori sono quando il film si concede qualche incursione nella commedia, vedi primo incontro coi due poliziotti.

Per buttare 82 minuti della propria esistenza può andare. C’è di peggio.

Sempre in vena di licenza poetica i titolisti italiani. Titolo originale: Scossa (jolt). Titolo italiano: Rabbia assassina.

Jolt – Rabbia assassina (Jolt, 2021) – di Tanya Wexler

Film a caso in pillole: L’ombra del giorno

CatturaSpiace dirlo, ma capita solo coi film italiani di dover mettere in discussione il nostro udito e la nostra tv: eh? Cos’ha detto? Può scandire meglio? Perché sussurra? Quando poi parlano con inflessione dialettale…auguri. Colpa davvero nostra, del nostro udito o della nostra tv?

Mah.

Pur intuendo gran parte dei dialoghi, il film si guarda, è un bel drammone, con un solo difetto: non essendo eccelso il ritmo, perché prolungare così tanto la prima parte? Tanto è facilmente immaginabile di che razza sia la giovane donzella tutta timorosa in epoca fascista… Due ore di durata complessiva sono tante, a puntate è affrontabile, tutto in una volta…chissà.

Siamo ai tempi del Duce, Riccardo Scamarcio interpreta il gestore fascista di un ristorante. Una giovane donzella in cerca di lavoro movimenterà decisamente la situazione. Ottima la faccia da schiaffi del fascistone Lino Musella, un po’ troppo misurato Scamarcio.

L’ombra del giorno (2022) – di Giuseppe Piccioni

Film a caso in pillole: C’era una volta il crimine

downloadStiamo scherzando?

D’accordo che si tratta del terzo capitolo di una saga, ma per quale motivo uno dovrebbe capire l’inizio? Pensano che il giorno prima siamo andati a rivederci il secondo capitolo, prendendo appunti? Se renderlo completamente indipendente dal secondo capitolo non era possibile, fare un piccolo riassunto pareva brutto?

Per quale motivo a inizio film Edoardo Leo scompare in un portale spazio temporale? Boh.

Perché sono in grado di viaggiare nel tempo? Chi se lo ricorda.

Per quale motivo Giallini e soci devono rubare la Gioconda e vengono spediti nella Seconda Guerra Mondiale? Boh.

Perché non c’è più Gassmann? Boh. Forse ne fanno cenno, ma boh.

E che dire del furto, che avviene… durante i titoli di testa, sottratto alla vista dello spettatore? Ri-boh.

Per carità, si sorride pure quando l’allegra brigata incontra Pertini, re Vittorio Emanuele e il Duce, ma la sparatoria finale è una fastidiosa caciara e l’incomprensibilità iniziale, peraltro ormai comune a quasi tutti i film tratti dai fumetti Marvel (di cosa stiamo parlando? Ce lo spiegate per favore?) non esiste, è inaccettabile.

C’era una volta il crimine (2022) – di Massimiliano Bruno

Film a caso in pillole: Il segreto delle api

maxresdefaultAl netto dell’inaccettabile scena madre delle api, che corrono in soccorso della madre molestata, il film si può guardare. E volendo – in una botta di buonismo immotivato – la sopracitata boiata può anche essere depenalizzata, in nome dello sguardo sognante del bambino protagonista.

Siamo negli anni ’50, quando lesbismo nemmeno si può pronunciare. Ma una giovane madre e la dottoressa del paese provano reciproca attrazione. L’ex marito della giovane madre e l’intero paese non gradiscono, la soggettiva è quella del figlio, che si trova sballottato in una situazione più grande di lui.

Qualche minuto di durata in meno non guasterebbe, ma siamo comunque nel recinto della decenza.

Il segreto delle api (Tell it to the bees, 2018) – di Annabel Jankel

Film a caso in pillole: La promessa – Il prezzo del potere

CatturaMentre la sindaca decide se ricandidarsi oppure no, il suo assistente si batte per…boh…un affare di edilizia di un sobborgo, che in tutta onestà non abbiamo capito nel suo sviluppo e nei suoi tecnicismi. Quindi insomma, per buona parte iniziale del film prevale un senso di “chissenefrega”, al confronto del non facilmente comprensibile. Peccato, perché la “vicenda sindaca” si lascia invece seguire con piacere.

Poi se non altro, avvicinandosi alla conclusione (il film ha il merito di durare quanto una partita di calcio), il senso generale si riesce ad afferrarlo. Resta il fatto che doversi andare a leggere la trama per capire di cosa stanno parlando, per quanto ci riguarda può portare a una sola considerazione: meno male che è finito e che nessuno ci costringerà a riguardarlo.

La promessa – Il prezzo del potere (Les promesses, 2021) – di Thomas Kruithof

Film a caso in pillole: Il ritratto del duca

CatturaLasciando da parte i giudizi che campeggiano sulla locandina (“Capolavoro”. Addirittura?) il film si guarda, ma il verdetto finale della corte è inaccettabile. Poco importi che si tratti di una storia vera o di una storia vera romanzata, vada pure per la simpatia del protagonista, ma il verdetto non può mai essere quello.

Il film in pratica è la faccia paciosa dell’anziano protagonista, un duro e puro che “prende in prestito” un dipinto del Goya per rivendicare non sapremmo dire di preciso cosa. Forse l’ingiustizia del canone tv o qualcosa di più profondo, non ci ha interessato fino a quel punto, lo ammettiamo.

Davvero bravo lo sconosciuto Jim Broadbent, la versione mansueta di Bill Murray. Sembra un peluche, ti viene voglia di abbracciarlo.

Il ritratto del duca (The duke, 2022) – di Roger Michell

Film a caso in pillole: Con chi viaggi

CatturaNonostante titolo e manifesto respingenti, o forse proprio grazie a titolo e manifesto respingenti, che azzerano le aspettative, il film merita attenzione per i suoi 70 minuti di durata. Sì, avete letto bene, 70. Un sogno.

Lillo, che ospita tre sconosciuti sulla propria auto per un viaggio comune prenotato tramite app, è solo un nevrotico loquace oppure è un serial killer?

Il cinema in fondo è semplice, basta suscitare interesse. “Con chi viaggi” (intendiamoci, non stiamo parlando di un capolavoro) ci riesce.

Con chi viaggi (2022) – di YouNuts

Film a caso in pillole: Hustle

CatturaDifficile gli statunitensi sbaglino un film sul basket, oltretutto in questo caso pieno zeppo di giocatori e leggende dell’NBA nel ruolo di loro stessi. E per quanto ci riguarda siamo comunque di parte, perché la malinconia di Adam Sandler ci rende praticamente impossibile non apprezzarlo.

Ecco, con questi presupposti, pseudo recensione già finita, non ha senso di esistere.

Non un capolavoro, ma un film gradevole, solo leggermente troppo lungo (due ore).

Tra mille difficoltà, un talent scout si gioca tutto per lanciare un talentuoso e sconosciuto giocatore.

Hustle (2022) – di Jeremiah Zagar 

Film a caso in pillole: Umma

locandinaImpresentabile.

Sedicente horror-thriller consigliatissimo ai deboli di cuore: spaventi proforma, morti ammazzati zero e, più in generale, accadimenti tendenti al nulla cosmico, tanto da riuscire ad annoiare nonostante i 77 minuti di durata (unica nota lieta).

Nel finale compare anche una volpe mannara o una roba del genere, così, a caso.

Madre brutta e figlia bella vivono praticamente in isolamento. Quando arrivano le ceneri della nonna…succede poco e si risolve alla svelta.

Il sospetto – più di un semplice sospetto – è che il sedicente horror-thriller punti in alto, scandagliando i rapporti madre-figlia. Bene. Macchisenfrega?

Umma (2022) – di Iris K. Shim

Film a caso in pillole: L’angelo sterminatore

downloadCapolavoro di Buñuel, recitano gli almanacchi di cinema.

In realtà una supercazzola di classe, affascinante nella sua anticonvenzionalità, accarezzata dal bianco e nero (col bianco e nero non si sbaglia mai) e piena di simboli e citazioni, dagli agnelli ai riferimenti a satanismo e massoneria. Non c’è nulla di normale, nemmeno i dialoghi.

Poi vabbé, sicuramente non l’abbiamo capito quindi stiamo parlando del nulla.

Gruppo dell’alta società si ritrova intrappolato in una casa al termine di una serata. Non c’è verso di entrare e di uscire. Cosa sia di preciso a determinare il blocco non è dato sapersi, intanto l’alta società mostra il suo lato meno nobile.

Non spaventa, non crea ansia, ma dura poco e semplicemente cattura per la stranezza. Di fatto Blair Witch Project e tutti i suoi figli e figliastri prendono il via da questo film.

L’angelo sterminatore (El ángel exterminador, 1962) di Luis Buñuel

Film a caso in pillole: The lost city

locandinaDignitosa ma non necessaria ennesima variante di Indiana Jones, giocata sulla goffaggine di Channing Tatum e Sandra Bullock.

Lei è una scrittrice, lui letteralmente l’uomo copertina dei suoi romanzi. Insieme si troveranno coinvolti in un’avventura alla ricerca di non chiedeteci cosa, che tanto l’abbiamo già dimenticato. Ovviamente impereranno a conoscersi e bla bla.

Più che stupire (scene spettacolari non ce ne sono) il film vorrebbe divertire, puntando sull’inadeguatezza di due protagonisti che comici non sono. Un paio di momenti divertenti ci sono: la comparsata di Brad Pitt e la scena delle sanguisughe.

The Lost City (2022) – di Adam Nee e Aaron Nee

Film a caso in pillole: I 4 di Chicago

71TGPGIowgL._SL1024_Ogni tanto cantano, accidenti a loro e alla nostra mania di approcciare un film sapendone il meno possibile. Non sempre, ma ogni tanto, senza motivo, cantano.

Trattasi di gangster movie in versione commedia, con la guerra tra due bande a tenere banco.

Il film, nonostante ogni tanto cantino, non è malaccio ma è troppo lungo (due ore). E in più non abbiamo capito dove/quando spunti la vena filantropica del gangster Frank Sinatra. Boh, magari è un passaggio che ci è sfuggito.

In fondo oltre a Sinatra ci sono pure Dean Martin e il sempre sottovalutato Peter Falk, col loro carisma che riempie lo schermo; tanto basta per rimanere lì fino alla fine.

Stuprato dai titolisti italiani il titolo originale (Robin e i 7 Hoods), trasformato in un inspiegabile “I 4 di Chicago”.

I 4 di Chicago (Robin and the 7 Hoods, 1964) – Gordon Douglas

Film a caso in pillole: Dove vai sono guai

dove-vai-sono-guai-272108_jpg_320x0_crop_q85Forse uno dei migliori film con Jerry Lewis, anche se mai viene incluso nella lista dei top.

Piuttosto non si capisce per quale motivo a inizio film si parli di un 26enne, mentre Lewis appaia decisamente più attempato (e in effetti di anni ne aveva 37 e si vedevano tutti), ma siamo ai dettagli.

La storia c’è e non c’è, non importa più di tanto, di fatto si tratta di una serie di scenette che permettono al protagonista di distruggere un Grande Magazzino. Da non sottovalutare l’apporto di presidente, moglie del presidente e capoufficio, molto più che semplici caratteristi.

Delirante la rivisitazione italiana del titolo originale, che trasforma “Chi si occupa dello store?” in “Dove vai sono guai”.

Dove vai sono guai (Who’s minding the store?, 1963) – Frank Tashlin

Film a caso in pillole: Goksung – La presenza del diavolo

locandinaPremesso che non tutto è da buttare ma non abbiamo capito il finale (colpa nostra, sicuramente), potrà mai durare due ore e mezzo un film horror? Ha così tanto di interessante o spaventoso da raccontare? Domanda retorica, risposta scontata: no, certo che no.

In una piccola cittadina accadono omicidi multipli. C’entra il maligno, a quanto pare. Che poi “a quanto pare” possiamo tranquillamente toglierlo, visto lo spoiler dei titolisti italiani, che hanno pensato bene di trasformare il titolo originale (“Il lamento”) in “La presenza del diavolo”.

Ripetiamo: non tutto è da buttare, il soggetto è abbastanza interessante.

Ma lasciando da parte il politicamente corretto, gli attori orientali di questo film hanno un modo piuttosto “esuberante” di rappresentare disperazione e dolore, non è semplice non farsi pigliare da una crisi di nervi all’ennesimo urlo o non pensare a Bombolo, quando piangono. Purtroppo è uno scoglio insuperabile, per quanto ci riguarda.

Goksung – La presenza del diavolo (The Wailing, 2016) – di Na Hong-jin

Disponibile la seconda edizione di “Sconsigli per la visione”

Sconsigli 2.0 copertina fronte Da oggi è in vendita la seconda edizione di “Sconsigli per la visione”, a sette anni dalla prima, stavolta per Amazon Libri. Non so se sia la cosa più delirante che abbia scritto (probabile), di sicuro è la più lunga e la più impegnativa, tanto che resistere alla tentazione di trasformare la seconda edizione in una seconda versione (come accaduto con “La Signora D” e “De Amore”) è stato semplicissimo. Per carità.
Di cosa si tratta: 269 film (a caso) dati in pasto a uno spettatore da bar, il sottoscritto, con recensioni pressapochiste, superficiali e, spero, un minimo divertenti. Ovviamente sono più i “massacri” che le “incensate”.
 
Link a “Sconsigli” su Amazon:
 
Ce n’era bisogno? Ovviamente no, ma la prima edizione non era più disponibile da tempo.
Stop. Passando dalle seconde edizioni-versioni agli inediti, entro fine anno uscirà (forse) il mio settimo e ultimo “libro” (narrativa), che porrà finalmente termine alla mia incursione nel mondo “letterario”. Ma come al solito sia chiaro che…qui curat, per dirla in latino al posto del meno elegante “chissenefrega”.
Sconsigli 2.0 copertina retro

Film a caso in pillole: The cellar

the-cellar-film-2022-posterPremesso che non se ne può più delle case infestate e della new age horror, in cui non si muore, che si tratta di un B Movie e che la qualità è quella che è (santi numi la mamma e il figlio piccolo…), beh, insomma, premesso tutto ciò, “The cellar” riesce a conservare una sua dignità.

Niente di nuovo o di particolarmente ben fatto, come detto, ma tutto sommato riesce a generare quel minimo di curiosità – grazie anche a una durata contenuta – che si traduce nella voglia di vedere come va a finire. Tanto basta.

La trama: famiglia si trasferisce in una nuova casa che reca strani simboli, e la figlia più grande scompare nel nulla.

Clamorosamente non pervenuti i titolisti italiani, che avrebbero potuto sbizzarrirsi e invece non hanno toccato il titolo originale.

The Cellar (2022) – di Brendan Muldowney