Film a caso in pillole: Crimes of the future

locandinapg1Fossero solo due i possibili giudizi, boiata o capolavoro, non avremmo dubbi: boiata. Ma siccome esistono le sfumature, non è semplice venire a capo dell’ultima opera di David Cronenberg, come di consueto anello di congiunzione tra David Lynch e un regista normale.

E’ delirante il giusto, d’accordo, fatto bene, d’accordissimo, va visto a stomaco vuoto, e pure questo è un altro merito, ma un’ora e quaranta di gente che prova piacere a sventrarsi e ad esaminare i nuovi organi di un’umanità mutata è francamente troppo. Sì, va bene, è sicuramente metafora di qualcosa che non ci interessa, è proprio questo il risvolto artistico, ma robe tipo il concorso di bellezza per organi interni, il sesso “chirurgico” o il seggiolone per i pasti sono trash puro. Poi Viggo Mortensen sarà pure carismatico, ma sussurra e fa il piacione per tutto il film, a un certo punto non si sopporta più.

Tentando una conclusione: si può guardare. Ma se non lo guardate state pure tranquilli: la storia del cinema non passa da “Crimes of the future”.

Crimes of the future (2022) – di David Cronenberg

Film a caso in pillole: Il pataffio

locandinaPiù inusuale e curioso che bello e avvincente, più forma che sostanza, ma che importa? Si lascia seguire con piacere, questo conta, si chiama cinema. Del resto non capita tutti i giorni di vedere una commedia italiana ambientata nel Medioevo, con linguaggio creato ad arte.

Ovviamente presenze come quelle di Valerio Mastandrea, contadino disoccupato, o di Alessandro Gassmann, viscido frate che si esprime in “latinorum”, nobilitano il tutto, ma è tutto il cast ad essere azzeccatissimo, dal signorotto Lino Musella al consigliere Giorgio Tirabassi, passando per la consorte del signorotto alle guardie personali, tutti volti giusti al posto giusto. E non era facile, tenuto conto dei costumi d’epoca.

La trama: un signorotto di Serie B prende possesso del suo scalcinato “regno”.

Il Pataffio (2022) – di Francesco Lagi

Film a caso in pillole: Incroci sentimentali

locandinaChe sia maledetto cinema d’autore lo si capisce essenzialmente da due aspetti. Il primo: la lentezza con cui arriva al dunque. Il secondo: per un’ora e un quarto i personaggi si comportano stranamente, quasi fossero sedati, mentre dovrebbero picchiarsi. E a generare ansia ci pensa la musica strumentale opprimente, non immagini e parole.

Coppia felice o quasi viene messa in crisi dal ritorno sulla scena dell’ex di lei, nuovo socio d’affari dell’attuale compagno.

Per un’ora e un quarto è tutto “sbagliato”, poi finalmente si ricordano di avere un’anima e iniziano a comportarsi “normalmente”. Purtroppo però bisogna pure sorbirsi la vicenda legata al rapporto tra il compagno e suo figlio, avuto da un precedente matrimonio.

Maledetto cinema d’autore.

Giudizio finale: la parte d’autore è soporifera, la parte per noi comuni mortali è guardabilissima, anche se con un triangolo amoroso da raccontare e attori di questo calibro (Juliette Binoche e Vincent Lindon) si poteva e doveva fare molto di più.

Osceno il titolo italiano (Incroci sentimentali), che nulla ha a che spartire con l’originale (Con amore e dedizione).

Incroci sentimentali (Avec amour et acharnement, 2022) – di Claire Denis

Nuovo e ultimo libro, da oggi disponibile su Amazon ed Ebay

Copertina fronteSi  intitola “Forse le nuvole”, è il mio nuovo e ultimo libro, da oggi disponibile su Amazon ed eBay, costa 12 euro (circa 0,05 euro a pagina).

Nuovo perché è nuovo, ultimo perché è l’ultimo che scriverò, non avendo altro da dire/raccontare e avendo già scritto troppo (con questo sono 7, senza contare rivisitazioni/seconde edizioni).

Di cosa parla “Forse le nuvole”? Di preciso non lo so nemmeno io, più o meno di una meteora editoriale in crisi creativa e personale, ma tanto la storia è un pretesto per parlare d’altro, sperando di far sorridere e addirittura riflettere. La narrativa è “solo” il mezzo.

Se vi va leggetelo e fatemi sapere, se non vi va di comprarlo su Amazon e eBay scrivetemi qui e trovo il modo di farvelo avere in altro modo, se non ve ne importa nulla (legittimo) basta e avanza un “mi piace” sulla pagina facebook o nei commenti qui sotto, per farmi credere che la faccenda un minimo vi interessi (soddisfazione personale). Comunque sia: grazie.

Link per l’acquisto su Amazon:

https://www.amazon.it/dp/B0BSJHDJCG/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=8LB6LW6NY1QY&keywords=alex+bartoli&qid=1674058186&sprefix=alex+bartoli%2Caps%2C174&sr=8-1

Link per l’acquisto su Ebay:

https://www.ebay.it/itm/285118767762

Copertina retro

Film a caso in pillole: Mistero a Saint-Tropez

locandinaFilm stanco, soporifero, nonostante una buona partenza: avendo poco da raccontare e giocandosi tutte le gag più riuscite nella prima parte, lascia ben presto campo libero alla ripetitività delle situazioni e al nulla della sceneggiatura. Intendiamoci: in quanto commedia pura non è obbligatorio avere una trama, ma la differenza di ritmo tra inizio e resto del film è acclarato. Così come è acclarato il tributo all’ispettore Clouseau di Peter Sellers.

Ispettore tonto e pasticcione – interpretato da un attore con faccia anonima (a suo modo può essere una mossa azzeccata) – viene chiamato a risolvere un caso di tentato omicidio in una villa di ricconi.

Mistero a Saint-Tropez (Mystère à Saint-Tropez, 2021) – di Nicolas Benamou

Film a caso in pillole: Cyrano

locandinaE’ anche musical, mortacci suoi, ogni tanto cantano e ballano, mortacci nostri. L’avessimo saputo, mai ci saremmo avvicinati a questa rivisitazione del Cyrano de Bergerac, con un nano-poeta che scrive i testi al belloccio di turno, per permettergli di fare breccia nel cuore dell’amata; l’entrata in scena di un altro pretendente alla damigella farà precipitare la situazione.

Al netto degli inserti di canto e ballo – non tanti ma comunque irritanti (possibile uno in fin di vita canti? Cosa ti canti, stai morendo…) – il film è ben fatto e si guarda. Bravissimo l’attore nano (Peter Dinklage), peraltro già visto in parecchi altri film di vario genere.

Cyrano (2021) – di Joe Wright

Film a caso in pillole: Kimi – Qualcuno in ascolto

locandina (3)Impresentabile.

Una volta c’era principalmente il problema della durata eccessiva dei film (non che sia stato risolto, tutt’altro), ora c’è pure quello dell’estrema calma con cui i registi si degnano di far succedere qualcosa, il corrispettivo degli scrittori che la prendono lunga prima di dare inizio alle danze.

Prendiamo ad esempio questo “Kimi”. Una ragazzina un po’ toccata, che lavora in smart working nel campo dell’informatica, ascolta casualmente quello che potrebbe essere l’audio di un crimine. Siamo a un’ora di film, poco altro da segnalare per 60 sonnolenti minuti. Poi finalmente decidono di provare a farla fuori per farla tacere, ma ormai la voglia di seguire il film è la stessa di farsi martellare un dito. E in ogni caso la parte finale è improponibile, con personaggi che spuntano a caso e sparachiodi provvidenziali.

Kimi – Qualcuno in ascolto (Kimi, 2022) – di Steven Soderbergh

Film a caso in pillole: Amsterdam

locandinapg1 (1)Non fosse per il colore rilassante della pellicola (ocra) e lo status del cast (da Christian Bale, sempre più simile a Jovanotti, a Robert De Niro), sarebbe impossibile rimanere davanti allo schermo per le oltre due ore di durata.

Detto in altri termini: improponibile.

E’ un giallo che già dopo una ventina di minuti smette di interessare (la partenza è buona: autopsia più un altro morto), perché è fin troppo chiaro non accadrà nulla di che e sarà un elenco di nomi e una sfilata di personaggi, tra reduci di guerra e velleità politico-artistiche.

Di preciso non sappiamo cosa stiamo scrivendo, ma siamo in piena e sconclusionata euforia per essere riusciti ad arrivare alla fine del film.

Amsterdam (2022) – di David O. Russell

Film a caso in pillole: The menu

locandinapg1Guardabilissimo thriller delirante che, con la scusa di strizzare l’occhio al grottesco (alcune scene ricordano Fantozzi al ristorante giapponese), risolve il problema, non risolvendolo, di avere una trama un minimo sensata.

Gruppo di persone a cena in un esclusivo ristorante d’alta cucina su un’isola. Ma lo chef (Ralph Fiennes, molto bravo) e il suo staff non ci stanno con la testa.

Il film gioca per una quarantina di minuti sull’attesa e sull’atmosfera di irrisolta stranezza, poi le cose iniziano a succedere. Insopportabile (quindi riuscitissimo) il personaggio del giovane appassionato di cucina che orgasma per ogni minima boiata dello chef: vien voglia di vederlo macellato.

The menu (2022) – di Mark Mylod

Film a caso in pillole: Il mammone

locandina (2)Carino, grazie anche alla durata contenuta (meno di una partita di calcio), che gli permette di passare indenne il calo di ritmo dell’ultima parte.

Diego Abatantuono in stato di grazia (ma che peccato tutte quelle parolacce…) e una bravissima Angela Finocchiaro sono i genitori disperati di un ultratrentenne che non ne vuole sapere di uscire di casa.

Non eccezionale il più alto del duo comico PanPers, che interpreta il bamboccione; per il resto, come detto, commediola gradevole, specie quando i genitori si abbandonano a cattiverie e battute sul mammone.

Il mammone (2022) – di Giovanni Bognetti

Film a caso in pillole: Il mio nome è vendetta

locandina (1)Film d’azione e di violenza come altri mille del cinema statunitense, non fosse che si tratta di un film italiano e che il protagonista è Alessandro Gassmann.

Beh, ci credereste? Il film potrebbe tranquillamente essere scambiato per un prodotto statunitense (non sembra, ma è un complimento) e Gassmann nel ruolo ci sta alla grandissima: ammazza, spacca ossa che è una meraviglia e ha perennemente la faccia da incaXXato, come e meglio di Mark Wahlberg. Brava anche la giovane attrice che interpreta la figlia.

Intendiamoci: non c’è nulla di nuovo o particolarmente interessante (gli ammazzano la moglie e lui, ex sicario mafioso, si vendica). Eppure le aspettative nulle lo rendono accettabile. Quasi. Diciamo quasi perché un film del genere quando dura un’ora e mezzo è già durato mezzora di troppo.

Il mio nome è vendetta (2022) – di Cosimo Gomez

Film a caso in pillole: Nanny

nanny-film-prime-2022-posterImpresentabile.

Per carità, la forma è più che accettabile (fotografia, regia e recitazioni), ma la sostanza?

E’ un thriller-horror soprannaturale, pare, lei ogni tanto sente voci e vede cose strane. Ma perché accada qualcosa degno di nota bisogna attendere un’ora e 27 minuti.

Lei è una babysitter, i genitori della bimba che accudisce sono spesso assenti e pagano in ritardo, lei conosce un tipo e ci fa all’amore, dopo un’oretta di film una vecchia, che poi è la nonna del tipo con cui ha copulato, parla di spiriti e cose così, quindi finalmente qualcosa succede ma non siamo sicuri di averlo capito del tutto, ormai impegnati nel conto alla rovescia, in spasmodica attesa dei titoli di coda. In ogni caso squartamenti zero e spaventi sottozero. Bello vero?

Nanny (2022) – di Nikyatu Jusu

Film a caso in pillole: Free guy – Eroe per gioco

locandinaIl problema di base è: chissenefrega?

Ryan Reynolds – una recitazione simpatica come un mal di denti – scopre di essere il personaggio di un videogioco. Idea carina, ma qui iniziano i guai (nostri): esplosioni, missioni, personaggi improbabili, linguaggi nerd-ipertecnologici… un videogioco, insomma e appunto.

Magari ai bambini o agli appassionati di videogiochi potrebbe piacere, ma in tutta onestà ci pare difficile, dato che pure come semplice esercizio di effetti speciali non è nulla di che.

Ma soprattutto tocca ripartire con la nostra battaglia persa: potrà mai durare un’ora e trequarti una roba del genere? Vogliamo farla questa benedetta legge per impedire ai film di durare più di una partita di calcio, salvo comprovate necessità artistiche?

Free guy – Eroe per gioco (Free guy, 2021) – di Shawn Levy

Film a caso in pillole: Falla girare

locandinaSpiace sempre (un po’) stroncare un film italiano, ma in questo caso è impossibile esimersi: “Falla girare” è inguardabile.

Commedia-film d’azione che racconta di un’improbabile banda impegnata a salvare le ultime piantine di marijuana rimaste al mondo. Già qui potremmo fermarci: con una storia del genere, cosa potrai mai aspettarti? Infatti. Come commedia meglio passare oltre, come film d’azione idem, lasciamoli fare agli americani gli action-movie. Ma la sensazione è che non fosse possibile fare molto di più con uno spunto così triste.

Giampaolo Morelli influencer-cafone risulta simpatico i primi 30 secondi, poi stanca; Michele Placido non riesce a lasciare il segno; bene solo Giovanni Esposito, che interpreta il fratello ritardato del protagonista.

Incredibili gli apprezzamenti che si leggono navigando sui siti di cinema nel web: ci pare uno dei rari casi di oggettività. Oggettivamente brutto. Però se tanto vi è piaciuto riguardatevelo pure, ci mancherebbe.

Falla girare (2022) – di Giampaolo Morelli

Film a caso in pillole: Il peggior lavoro della mia vita

CatturaMolto meglio la prima parte (commedia pura, con sfumature di politicamente scorretto) che non la seconda, dove prevalgono buoni sentimenti e riflessioni sulla vecchiaia. Comunque guardabile, con il punto più alto rappresentato dalla scenetta del supermercato con la vecchietta rompiscatole.

Costretto ai servizi sociali per non finire in carcere, si ritrova a fare la cosa che più odia al mondo, ovvero occuparsi dei vecchi. Purtroppo nell’ospizio cambierà idea (purtroppo per lo spettatore). Tremendo il finale iper smielato.

Bravo lo sconosciuto protagonista. O forse no, in realtà non è tanto bravo, ma ha uno sguardo metà allucinato e metà malinconico che fa simpatia.

Il film si intitola “Casa di riposo” (versione originale), ma ovviamente i sempre fantasiosi titolisti italiani hanno dovuto reinterpretarlo, trasformandolo in “Il peggior lavoro della mia vita”.

Il peggior lavoro della mia vita (Maison de retraite, 2021) – di Thomas Gilou

Film a caso in pillole: Full Time – Al cento per cento

locandinaMiracolo: un film di 80 minuti che gioca sul ritmo e non perde tempo con flashback vari e tracce collaterali.

Bello. E ansiogeno, come è giusto che sia, visto che parla della vita delirante di una madre separata con due figli piccoli a carico, pendolare, alle prese con mille problemi (scioperi dei trasporti in primis) e un colloquio di lavoro che potrebbe farla svoltare.

Non eccezionale la protagonista (Laure Calamy, mai sentita nominare) – a testimonianza della nostra incompetenza cinefila -, premiata come miglior attrice al Festival di Venezia 2021.

Imbarazzante la rivisitazione italiana del titolo. Titolo originale: “A tempo pieno”. Titolo italiano: “Al cento per cento”, accompagnato dall’inglesismo gratuito “Full time”.

Full Time – Al cento per cento (À plein temps, 2021) – Un film di Eric Gravel

 

Film a caso in pillole: The northman

The-Northman-2022Senza perdite di tempo sarebbe pure guardabile, ma due ore e dieci sono davvero troppe e si sa, un film dovrebbe sempre avere il buon gusto di non durare più di una partita di calcio, salvo comprovate necessità artistiche.

“Northman” hai poi il serio problema di assomigliare un po’ troppo a “Il gladiatore” come sviluppo, ma si potrebbe sorvolare, se almeno si decidesse a iniziare. Gli ammazzano il re-padre ma lui, bimbo-principe in fuga, impiega una vita a decidersi se vendicarsi oppure no, e il film inizia a farsi interessante solo dopo un’ora e mezzo, quando incontra faccia a faccia la madre.

Condensare la prima parte pareva brutto?

No comment sui cattivi, che menano e appendono l’eroe in una baracca lasciandolo lì, da solo, senza un solo uomo di guardia. Sì, vabbé…

The northman (2022) – di Robert Eggers

Film a caso in pillole: Savage salvation

savage_salvation_jpg_400x0_crop_q85Improponibile.

Muore la compagna tossica e lui – protagonista anonimo (tale Jack Houston) e inadatto al ruolo – decide di fare piazza pulita degli spacciatori. Sceneggiatura latitante, musica invadente e fastidiosa, atmosfera da telefilm preserale, prima parte inutile (tre quarti d’ora per arrivare al dunque) e due comprimari di lusso ma svogliati, Robert De Niro e John Malkovich, che non si capisce cosa ci facciano in un film del genere.

Tra l’altro, scusate un attimo: De Niro ha 80 anni e li dimostra. Possibile interpreti uno sceriffo? Non esiste la pensione negli Stati Uniti per le forze dell’ordine?

Scena cult quella della morta trasportata in moto: vorrebbe essere una scena epica, strappalacrime, ma non si può guardare.

Ci sarebbe poi anche un giallo legato al titolo del film, che in alcuni casi è “Savage salvation” e in altri “Wash me in the river”, ma in tutta onestà chissenefrega.

Savage salvation (2022) – di Randall Emmett