Film a caso in pillole: Do revenge

CatturaStancante.

Potrebbe essere un film drammatico (reginetta del college manda un suo video hot al figo del college, e lui mette il video in rete), invece sceglie di essere una commediola adolescenziale in un mondo patinato extra lusso, infarcita qua e là di riflessioni pseudo profonde e frasi inascoltabili del tipo: “Fa male semplicemente vivere, a volte”.

Per rifarsi la reginetta propone a una lesbica nerd, a sua volta bullizzata da una ex, di scambiarsi le vendette. Insomma, si tratta di una rivisitazione non necessaria del delitto perfetto. Ma la nerd entra nella cerchia del figo e ci si trova bene, anche perché la reginetta è di un egocentrismo che fa paura.

Inammissibile la durata: poco meno di 2 ore. Che non finiscono mai.

PS 1: il figo è bravo ma il resto del cast è quel che è.

PS 2: ufficiale? I titoli stranieri non si traducono più?

Do Revenge (2022) – di Jennifer Kaytin Robinson

Film a caso in pillole: Cop secret

copertina-cop-secret-1-313x469Poliziesco-commedia non banale, purtroppo mortificato da una qualità tecnica paragonabile ai peggiori telefilm degli anni ’80: fotografia impresentabile, musichetta inascoltabile, effetti speciali improponibili.

L’idea è buona e divertente: poliziotto tutto d’un pezzo, politicamente scorretto (beve in servizio e non si fa problemi a menare le donne durante gli interrogatori) scopre improvvise pulsioni omosessuali per un collega belloccio.

Azzeccata la faccia del protagonista.

Cop Secret (2021) – di Hannes Halldórsson

Film a caso in pillole: La douleur

locandinaIn pratica due film in uno.

Primo film: seconda guerra mondiale, Francia occupata dai nazisti. Il marito che fa parte della resistenza viene arrestato e la moglie, pure lei facente parte della resistenza, cerca di ingraziarsi un funzionario della Gestapo per avere notizie. Potrebbe essere un bellissimo film (chi sta giocando con chi? Lei per avere informazioni sul marito o lui per avere informazioni sulla resistenza?), ma purtroppo il regista è poco interessato a sviluppare l’aspetto più terra terra e avventuroso della vicenda.

Secondo film: la Germania perde la guerra ma il marito non torna a casa. Che fine ha fatto?

E’ un filmone culturale, con devastante voce fuori campo e riflessioni stordenti su senso del dolore e dell’attesa. Si guarda, certo, ma bisogna armarsi di santa pazienza per giungere sani e salvi al termine delle due ore di durata…

La douleur ( 2017) – di Emmanuel Finkiel

Film a caso in pillole:

locandinaTrash purissimo, oseremmo dire cristallino.

Il problema di questo film, serio e – pare di capire – pure con qualche aspirazione artistica, è che il protagonista non si può guardare. Fa morire dal ridere. Come si fa a rimanere seri osservando la bimba-pecora? (vedi foto sotto)

Nasce da una pecora un mostriciattolo col corpo di bimba e la testa di pecora… e va bene così, i due pastori decidono di adottarla e di trattarla come loro figlia, in grande serenità, come fosse una cosa normale.

Paesaggi e fotografia splendidi, il film è ben confezionato. Ma ribadiamo: come si fa a rimanere seri? E il finale… santissimi dei del cinema, il finale… Ancora più trash della bimba-pecora.

Trash purissimo, oseremmo dire cristallino.

Parentesi: questo è il film della bimba-pecora. Sarà mai possibile attendere 37 minuti per vederla comparire sullo schermo?

Subito la legge per impedire ai film – salvo comprovate necessità artistiche – di durare più di una partita di calcio. Così vediamo se i registi la smettono di perdere tempo.

Lamb (2021) – di Valdimar Jóhannsson

Lamb

Film a caso in pillole: Outback

outback-film-poster-Mike-GreenPer un’ora tutto abbastanza bene: due attori credibili, un’auto in panne e un immenso spazio aperto (coppia in crisi si perde nell’entroterra australiano durante una vacanza). Poi spuntano il già stravisto messaggio per i posteri alla Blair Witch Project, le frasi da Baci Perugina…e la tensione cede il passo alla voglia di veder finire il film. Che se non altro dura meno di una partita di calcio.

Nel filone c’è comunque di peggio, va detto in tutta onestà.

Outback (2019) – di Mike Green

 

Film a caso in pillole: Goodnight mommy

goodnight-mommy-film-amazon-prime-video-largePeccato.

L’atmosfera è tesa e a tratti inquietante, l’idea è quasi buona, ma il film non sta in piedi.

Fratelli gemelli incontrano la madre attrice dopo tanto tempo (tanto tempo quanto? Boh), ma lei si presenta col volto bendato per un’operazione estetica…e in più si comporta stranamente. Per farla breve: è davvero la loro madre oppure no?

L’abbiamo detto e lo ribadiamo: l’idea è quasi buona.

Ma subito all’orizzonte si staglia il primo grosso punto interrogativo: da quanto tempo non la vedono non è dato sapersi e in più lei è bendata, ok, ma possibile i gemelli non riescano a riconoscerla o disconoscerla grazie a conformazione fisica, odore (perché no) e – soprattutto – voce? In tutto quel tempo non l’hanno nemmeno mai sentita al telefono?

Non è facile farsi portare via dal film senza riuscire a rispondere a questo interrogativo. Da non facile si passa poi a impossibile quando il poliziotto riaccompagna a casa i due gemelli, che hanno tentato la fuga, e riconosce la madre, sbendata. Una scena che arriva un po’ troppo presto e segna la fine del giochino. A quel punto diventa chiaro che il regista virerà verso un altro colpo di scena, l’unico possibile. Uno di quei colpi di scena che ti costringe a tornare indietro con la memoria, a ripensare a quanto visto e ascoltato, per capire se il regista ha giocato pulito con lo spettatore.

Ve lo diciamo noi: no, non ha giocato pulito.

Goodnight Mommy (2022) – di Matt Sobel

Film a caso in pillole: Wolf

CatturaImpresentabile, ma da vedere assolutamente.

Non è una contraddizione: quando il trash involontario raggiunge questi livelli, il film va visto.

Un ragazzo si crede un lupo, i genitori lo portano in una clinica che si occupa di casi simili.

Dobbiamo continuare?

Nella clinica c’è di tutto un po’: chi si crede uno scoiattolo e prova ad arrampicarsi sull’albero, chi gira con piume e becco pensando di essere un pappagallo, chi pensa di essere un cane lupo e urina di conseguenza come un cane lupo.

Dobbiamo continuare?

Il ragazzo-lupo fa il lupo solo quando pare a lui, non H24. Mangia a tavola, parla normalmente, se è il caso si fa umanamente masturbare da una ragazza-gatta, poi ogni tanto gli viene in mente di essere un lupo e ulula o si muove a quattro zampe.

Dobbiamo continuare?

Una delle terapie per i ragazzi-animali è fare balli di gruppo sulle note di Gloria di Umberto Tozzi.

Dobbiamo continuare?

Ah, nota più importante di tutte: non si tratta di una commedia, ma di un film “serio”, drammatico.

Wolf (2021) – di Nathalie Biancheri

Film a caso in pillole: Intervista col vampiro

n1981745Potrà mai essere brutto un film di vampiri con Tom Cruise, Brad Pitt e Antonio Banderas?

Ebbene sì. Più che brutto, deludente.

Perché questo non è un film sui vampiri – sangue e schifezze varie sono al minimo sindacale -, ma una lunga (due ore) riflessione sull’essere diverso, solo e bla bla bla, con Pitt nel ruolo di vampiro “pentito”.

Insomma, ti aspetti sventramenti e ti ritrovi a domandarti chi te l’ha fatto fare di guardare un film del genere, dove la logica vampiresca fa acqua da tutte le parti: come si uccidono? Riescono a leggere nel pensiero? Camminano sui muri? Sì, anzi no, visto che due muoiono in un pozzo per colpa dell’alba. Volano? Si spostano alla velocità della luce? Alcuni sì e alcuni no, pare di capire.

Le scene svolazzanti fanno sorridere, Cruise biondo non si può guardare, Pitt ha una mandibola di una grandezza soprannaturale, Banderas col capello lungo sembra un cocker. Saranno pure dettagli, ma mentre sei lì ad ascoltare dotte riflessioni fai fatica a rimanere serio.

Intervista col vampiro (Interview with the vampire, 1994) – di Neil Jordan

Film a caso in pillole: Me time

CatturaSiamo nel 2022 e ancor si cerca di strappare una risata con escrementi e flatulenze varie.

Che tristezza.

Non sarebbe neanche male questa commediola, giocata sui contrasti tra un padre di famiglia e un amico festaiolo, che per festeggiare il compleanno dà il la a una serie di disavventure, non mancano i momenti divertenti, ma gli sketch beceri sono davvero troppi.

Poi si può sapere per quale diavolo di motivo Mark Wahlberg, che li porterà pure benissimo ma i suoi 61 anni li dimostra tutti, segnato in faccia com’è, deve interpretare uno scapestrato 44enne?

Me Time (2022) – di John Hamburg

Film a casa in pillole:

61qhe6z48wL._SL1024_Commediola senza pretese ma guardabilissima, grazie soprattutto all’intesa di quel patrimonio nazionale che risponde ai nomi di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello.

In un crescendo di bugie alle mogli, che vorrebbero tradire, due mariti arrivano addirittura a tirare in ballo un redivivo Adolf Hitler.

Il bianco e nero aiuta sempre, discutibile il titolo e il richiamo non necessario alle Olimpiadi di Roma, probabilmente all’epoca (1960) semplice espediente per sfruttare l’onda lunga della manifestazione sportiva, citata ma come detto del tutto ininfluente ai fini della storiella raccontata.

Le olimpiadi dei mariti (1960) – di Giorgio Bianchi

Film a caso in pillole: Tick, Tick…Boom!

locandinapg1Ogni tanto cantano e ballano, mortacci loro e mortacci nostri, noi e la nostra mania di conoscere il meno possibile della trama.

Un musical che parla dell’allestimento di un musical, tra sogni e problemi sentimentali del giovane autore: di peggio non poteva capitarci.

Li odiamo i musical: come fermare uno per strada per chiedergli l’ora, con lui che anziché risponderti normalmente, te la canta la risposta, con tanto di balletto. Roba da chiamare d’urgenza la neuro.

Peccato, perché togliendo le parti cantate/ballate il film avrebbe solo da guadagnarci, rimarrebbe tranquillamente in piedi lo stesso e, soprattutto, eviterebbe di durare così tanto, quasi due ore.

Tick, Tick…Boom! (2021) – di Lin-Manuel Miranda

Film a caso in pillole: La guerra lampo dei fratelli Marx

4ggvy2MBDktwrFVNzmSaMDCfUehChe si fa, al cospetto di un cult movie di 90 anni fa? Lo si giudica con gli occhi di oggi e si procede al massacro? O ci si appella a un democristiano trascorrere del tempo?

Partiamo da chi non risente del tempo passato: Groucho, un personaggio incredibile, con la sua parlantina continua e la raffica di freddure e nonsensi. Il resto è comicità di grana grossa, bambina, surreale, un insieme di gag che nella maggior parte dei casi stanca, ma che forse all’epoca poteva addirittura sembrare avanguardia pura.

Inutile perdere tempo a raccontare la trama, che è solo un pretesto per mettere in scena uno sketch appresso all’altro.

Piuttosto sarebbe bello, pur a distanza di tanti anni, trovare risposta a diversi interrogativi. Qualche esempio: perché Groucho ha i baffi disegnati? Quelli finti erano finiti? Non si può guardare.

Perché cantano tipo musicial solo all’inizio e alla fine? Intendiamoci, meglio così. Ma il senso?

Perché uno dei fratelli Marx parla in sardo?

Perché fanno di uno sciroccato un primo ministro?

Possibile uno dei fratelli Marx risulti talmente anonimo da dover far mente locale per ricordarsi che sono in quattro e non in tre? Sì, possibile.

Comunque sia, inarrivabili i titolisti italiani. Titolo originale: Zuppa d’anatra (Duck soup). Titolo italiano: La guerra lampo dei fratelli Marx.

La guerra lampo dei Fratelli Marx (Duck soup, 1933) – di Leo McCarey

Film a caso in pillole: Cattivo sangue

CatturaDignitosissimo noir italiano, testimonianza del fatto che anche senza budget importanti e attori di Serie A (molto bene regia e fotografia), si può realizzare un buon prodotto.

Non tutto fila liscio nella sceneggiatura (possibile un killer professionista non riesca a fare di meglio quando si trova a tiro gli obiettivi?) e la dizione non sempre è comprensibilissima da orecchio umano, ma credeteci se vi diciamo che rischiamo di essere ingenerosi con questi due appunti. La visione il film la merita. Punto. E il personaggio del figlio del boss, sadico e malato di mente, è azzeccato e ben recitato (ma non chiedeteci da chi).

La trama: sicario di professione viene ingaggiato per far fuori un malavitoso.

Cattivo Sangue (2021) – di Simone Hebara

Film a caso in pillole:

stregatiInguardabile.

E soprattutto lento e prevedibile.

Lei sta per sposarsi, lui è uno scapestrato animale notturno. Si incontrano per caso, si piacciono, finirà secondo pronostico.

Non ci fosse di mezzo il fascino del marchio di fabbrica del regista-protagonista Francesco Nuti (i silenzi, le smorfie, le stranezze), andremmo giù con l’accetta, perché le goliardate tra amici iniziali e finali, ad esempio, più che divertire sono robe da denuncia penale (e morale).

Il tutto senza rinnegare la nostra fede “nutiana”. Semplice onestà intellettuale.

Stregati (1986) – di Francesco Nuti

Film a caso in pillole: End of the road

CatturaImproponibile.

E qualcuno ricordi per cortesia al regista che lo zio è stato infilzato alla pancia con un paio di lunghe forbici; se ne scordano tutti, zio infilzato per primo.

Le scene involontariamente cult non mancano: tipo quella della mamma che, a mani nude (anzi, a mani legate) sgomina una gang di malintenzionati, oppure quella del cattivone che perde tempo a blaterare anziché sparare o investire la super mamma (ancora lei).

Inutile perdere altro tempo a parlare di un film che gli unici meriti di durare meno di una partita di calcio e di regalare un bel colpo di scena sull’identità del cattivone.

Ora però non vorremmo esagerare con gli elogi. Siamo già andati troppo oltre.

La trama: famiglia invischiata in un giro losco, suo malgrado, durante un trasloco.

End of the road (2022) – di Millicent Shelton

Film a caso in pillole:

locandinaGuardabile, forse persino discreto, ma un po’ troppo lento e silenzioso. Colonna sonora non pervenuta, personaggi di contorno troppo pochi, trattandosi di un film che si svolge nel mondo del cinema, dove tutto ti aspetti di trovare, tranne che calma e silenzio.

Regista eccentrica (una bravissima Penelope Cruz) alle prese con due famosi attori, due prime donne, uno commerciale (Antonio Banderas, di poco inferiore alla Cruz) e uno di nicchia (non chiedeteci il nome, non eccezionale).

Senza dare lezioni il film trova il modo di filosofeggiare su gusti del pubblico e arte della recitazione, del resto è una commedia e il tono è lieve. Se vogliamo un po’ telefonati i colpi di scena, ma sketch come quello del bacio o della confessione della malattia valgono da sole la visione.

Sarebbe poi bello riuscire ad entrare nella testa dei titolisti italiani, per capire come si faccia ad arrivare a “Finale a sorpresa” partendo da “Official competition”. Ma questo è un altro discorso…

Finale a sorpresa (Official competition, 2021) – di Mariano Cohn e Gastón Duprat

Film a caso in pillole:

locandinaUna soluzione bisogna pur trovarla. Passi per non voler durare meno di una partita di calcio, ma lo spettatore dovrebbe essere avvisato se sta per guardare un prequel o un sequel, deve avere il diritto di saperlo. Al limite, di fianco al titolo, si potrebbe aggiungere a parentesi, a seconda dei casi, una (P) (prequel) oppure una (S) (sequel).

Prendiamo questo “Army of thieves” (i titoli non si traducono più? Ufficiale?); l’abbiamo visto a “scatola chiusa”, nella completa ignoranza, ignari del fatto che si tratti del prequel di un altro film, mai sentito nominare. Infatti continuavamo a chiederci: perché i riferimenti a un’epidemia zombie negli Stati Uniti, visto che la vicenda si svolge in Europa? Per non parlare del finale aperto con la comparsa a sorpresa di Batista, unico volto noto in un cast di sconosciuti.

Premesso tutto ciò, tentiamo comunque di dare un giudizio, senza zombie e senza Batista. Ciò che risulta difficile da digerire è il comportamento della polizia. Li arrestano? Non li arrestano? Se sanno chi sono perché non li vanno a prendere? Possibile nemmeno le loro case siano sorvegliate?

La trama: nerd esperto di casseforti viene ingaggiato da una banda di ladri per alcune missioni impossibili.

Azzeccatissimo il nerd, che a quanto pare è anche il regista; impresentabile il belloccio della banda, emulo malriuscito di Hugh Jackman.

Army of thieves (2021) – di Matthias Schweighöfer

Film a caso in pillole: Project Gemini

CatturaSuperfluo.

Ennesimo figlioccio malriuscito di Alien, che a un certo punto abbandona il mostro per virare su un colpo di scena temporal-biblico. La terra sta morendo, parte una missione per colonizzare un nuovo pianeta. Ma ovviamente nulla andrà come previsto.

Il budget contenuto non permette grandi effetti speciali (il mostro si vede pochissimo, però sbava, proprio come Alien) e nemmeno di poter contrare su attori degni di nota.

Dura un’ora e mezzo ma non si direbbe, tanto è pesante.

Ah, e comunque all’unica donna della missione fanno fare una morta davvero da fessa.

Project Gemini (2022) – di Serik Beyseu

Film a caso in pillole: Un paese quasi perfetto

locandinaGradevole commediola con Fabio Volo nei panni di un dottore raggirato da un intero paese sperduto e disoccupato, che ha assoluto bisogno di un medico di base per poter  aprire una fabbrica nei paraggi. Quella che mettono in scena è una recita collettiva, che vada incontro ai gusti personali di Volo, per convincerlo a fermarsi in paese.

I due “capibanda” sono Silvio Orlando e Carlo Buccirosso. Potrai mai sbagliare una commedia con loro due a disposizione? No, anche volendo non si può.

Un voto in più per l’assenza pressoché totale di parolacce, a testimonianza del fatto che si può far sorridere anche senza.

Un paese quasi perfetto (2016) – di Massimo Gaudioso

Film a caso in pillole: Settembre

locandinaBello e pure breve, non oltre la durata di una partita di calcio (incredibile).

Tanto che viene da domandarsi quanto potrebbe essere addirittura migliore con regia e cast “all star”; perché, pur con tutto il rispetto del mondo, Fabrizio Bentivoglio (ma pure l’attrice che interpreta la prostituta) è troppo più bravo degli altri attori. Quando è in scena lui il valore aggiunto c’è e si vede.

Storie di amori giovani e anziani, che si intrecciano, con una spruzzatina di pruriginoso (la prima volta della ragazzina, le amiche di vecchia data che scoprono di non essere solo amiche) funzionale alla causa, ovvero far sì che il film si lasci guardare. E su questo dubbi non ce ne sono.

Settembre (2022) – di Giulia Steigerwalt