Film a caso in pillole: Firestarter

CatturaInguardabile.

90 minuti che paiono 900, tanto è il desiderio di vederlo finire al più presto.

La bimba ha poteri paranormali, se si incaXXa brucia la gente. I cattivi vogliono rapirla per studiarla, i genitori cercano di difenderla.

Non succede nulla di interessante o spettacolare, il budget è quel che è, gli attori pure. Tenuto conto del fatto che esistono già film con supereroi con poteri simili, altrettanto noiosi ma almeno più spettacolari, risulta davvero difficile capire il perché di un film del genere.

Firestarter (2022) – di Keith Thomas

Film a caso in pillole: The Bunker Game

CatturaImpresentabile.

Un gioco di ruolo in un mega bunker, costruito durante la seconda guerra mondiale, viene interrotto per un mezzo black out (sai che problemone…); i partecipanti vengono fatti uscire, gli organizzatori invece scoprono di essere intrappolati. E’ lo scherzo di uno di loro o ci sono i fantasmi?

Trama deboluccia, attori scarsini, tensione assente, motivi di interesse latitanti; durare meno di una partita di calcio è un nobile gesto, ma non basta per consigliarne la visione. E se non infieriamo ulteriormente è solo per spirito patriottico, visto che trattasi di film italiano.

The Bunker Game (2022) – di Roberto Zazzara

Film a caso in pillole: Black Box – La scatola nera

CatturaMah, sì, boh, però. E’ uno di quei film lì.

Dura troppo (più di due ore), ma ha tutto per interessare, a testimonianza del fatto che non bisogna inventarsi chissà che, basta avere per le mani una storia un minimo decente (nel caso specifico senza nemmeno il supporto di attori bravissimi).

Cade un aereo e muoiono 300 persone, tutto lascia pensare a un attentato, ma un tecnico incaricato di analizzare la scatola nera scompare e il suo sostituto scopre che nella registrazione ci sono diverse cose che non quadrano.

Cos’è che allora lascia perplessi e lo rende un film “mah, sì, boh, però”? Il fatto che non si capisca proprio tutto tutto sugli sviluppi delle indagini e che certe rivelazioni e ritrovamenti appaiano un tantinello forzati. Infatti il film gira molto ma molto meglio finché il mistero rimane in piedi. In ogni caso: si può guardare.

Black Box – La scatola nera (Boîte noire, 2021) – di Yann Gozlan

Film a caso in pillole: Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni

locandinaPotrà mai essere brutto un film di Woody Allen che parla di coppie in crisi e con un cast stellare, che va da Anthony Hopkins a Naomi Watts, da Antonio Banderas a Josh Brolin? No, brutto no, ma stranamente “normale” sì.

Mancano all’appello le perle di saggezze e la battute caustiche, che sarebbe un po’ come chiedere al regista di rifare sempre lo stesso film (in effetti, da suoi fan, è proprio quello che vorremmo), mentre in questo caso il focus è tutto sulle vicende che passano sullo schermo.

Curiosamente manca pure l’alter ego di Woody Allen, che quando non recita spesso affida a un altro attore il suo ruolo e le sue nevrosi; Banderas a tratti pare impersonarlo, ma è un falso allarme.

Elucubrazioni a parte, ‘sto film si può guardare? Sì, tranquillamente, non mancano momenti bizzarri e divertenti.

Non si può leggere invece la reinterpretazione dei titolisti italiani, che per motivi tutti loro hanno pensato “bene” di trasformare il titolo originale (Incontrerai uno sconosciuto alto e bruno) in “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”.

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (You will meet a tall dark stranger, 2010) – di Woody Allen

Film a caso in pillole: Tau

locandinaInizio vagamente interessante (ma già visto), poi la deriva.

Tizia rapita e segregata in casa super tecnologica per fare da cavia a chissà quale esperimento. Già, quale esperimento di preciso? E chi lo sa? Da un certo punto in poi il film se ne dimentica completamente, spostandosi sul rapporto tra la rapita e l’intelligenza artificiale che governa la casa, quando lo scienziato-rapitore è fuori per lavoro.

Non  bastasse la love story virtuale, si arriva immancabilmente a sottotitolare su senso della vita, rapporti umani e bla bla bla.

Scena cult quel del furto del paio di occhiali. Lo scienziato è chinato sulla rapita per tagliarle una bistecca, lei gli sfila gli occhiali che lui porta infilati nella scollatura della polo. Manco Arsenio Lupin…

Volendo cavillare ci sarebbero altre due-tre situazioni di cui chiedere conto, ma preferiamo passare oltre e dimenticare senza rimpianti.

Tau (2018) – di Federico D’Alessandro

Film a caso in pillole: Spiderhead

CatturaLasciate tranquillamente perdere.

In una prigione “open space” all’avanguardia si fanno esperimenti su detenuti che hanno aderito al programma, con sostanze in grado di alterare la sfera emotiva. Fin che li costringono a copulare… bene, è anche interessante, ma quando virano su fobie, sensi di colpa et similia…la sensazione di già visto in mille altre salse è opprimente. L’uomo che si sostituisce a Dio e pensa di poter comandare tutto e tutti e bla bla bla.

Il sospetto che si voglia filosofeggiare trova tra l’altro conferma sui titoli di coda, con la voce fuori campo che regala perle di saggezza.

Ci sarebbero poi alcune domandine da fare, a partire dall’inspiegabile titolo (Testa di ragno); perché il dottore non prova a togliersi di dosso il marchingegno o a recuperare il comando a distanza danneggiato, nella scena finale? Com’è possibile che alcune “cavie” vengano tenute lì a detenzione conclusa, a loro insaputa? Il dottore li ha comprati al mercato nero degli schiavi? Non hanno un avvocato che li informi?

Spiderhead (2022) – di Joseph Kosinski

Film a caso in pillole: Una femmina

CatturaFilmone drammatico di quelli di una volta (è un complimento), con una locandina inquietante (pure questo è un complimento).

Detto che non lo riguarderemmo per nessuna ragione al mondo, “Una femmina” merita ampiamente la visione: giovane donna si trova a fare i conti con la propria famiglia e il tessuto malavitoso in cui vive.

Unico neo: prima parte troppo lunga; in fondo serve “solo” a preparare il terreno alla seconda, che infatti alza decisamente la tensione.

Regia ottima e non banale, cast azzeccatissimo, dal primo all’ultimo attore: le facce sono proprio quelle che ti aspetteresti di trovare in una storia del genere.

Una femmina (2022) – di Francesco Costabile

Film a caso in pillole: Mississippi Grind

locandinaVai a capire perché i titolisti italiani, una volta tanto che avrebbero potuto e dovuto, non hanno toccato il titolo originale, per renderlo leggermente più appetibile.

Mezza delusione, anzi, facciamo pure tre quarti. Di solito quando c’è di mezzo il gioco d’azzardo è difficile vedere un brutto film. Il problema è che Mississippi Grind più che sul gioco d’azzardo si concentra sui noiosi problemi personali dei due protagonisti (non un granché i due attori), che cercano di far soldi con casinò e scommesse varie. Manca un sussulto, al limite un tradimento di uno dei due, che invece non arriva mai, così alla fine del film ti ritrovi a pensare: quindi?

Mississippi Grind (2015) – di Ryan Fleck

Film a caso in pillole: L’uomo di Toronto

CatturaCommedia d’azione di disimpegno totale, giocata sulla contrapposizione tra il killer tutto d’un pezzo Woody Harrelson (ottimo) e il nevrotico logorroico Kevin Hart (diosantissimo quanto parla…), che per una serie di circostanze da signor nessuno si ritrova a collaborare suo malgrado con l’FBI.

Il giochino non è certo nuovo ma il film tutto sommato si può anche guardare, soprattutto quando il burbero Harrelson si lascia andare ai piaceri della vita.

Dura tanto, troppo, ben oltre una partita di calcio, e non se ne capisce il motivo. Come non si capisce come faccia a sedersi tranquillamente a tavola Hart, poco dopo aver ricevuto un proiettile in un gluteo. Va bene che la sceneggiatura l’Oscar non l’avrebbe vinto lo stesso, ma non è un dettaglio…

L’uomo di Toronto (The Man from Toronto, 2022) – di Patrick Hughes

Film a caso in pillole: Seance – Piccoli omicidi tra amiche

locandinapg2Prima ora quasi passabile, ultima mezz’ora da lasciar perdere.

In un college iniziano a morire delle studentesse; l’assassino sarà in carne e ossa o si tratta del fantasma del quale da tempo si parla? Nel dubbio, la polizia fondamentalmente se ne frega; fa una comparsata poi latita, come fosse una cosa normale che continuino a morire e/o scomparire studentesse dello stesso istituto. Bene così.

La tragedia (per lo spettatore) è la spiegazione del mistero: improponibile.

Come improponibile è il demenziale titolo italiano (Piccoli omicidi tra amiche) che allude a una commedia dark, mentre in realtà si tratta di un thriller-horror, come testimonia il titolo originale Seance (Seduta spiritica). Fuorviante anche la locandina.

Seance – Piccoli omicidi tra amiche (Seance, 2021) – di Simon Barrett

Film a caso in pillole: Fila 19

CatturaInguardabile.

Attori sconcertanti (lasciando da parte il politicamente corretto: la bambina è impresentabile), che nulla possono al cospetto di un disastroso thriller con venature soprannaturali.

Scampata 20 anni prima a un disastro aereo, si ritrova a fare i conti con un volo in cui accadono cose strane. E ben poco avvincenti o paurose.

Se non altro ha il buon gusto di durare molto meno di una partita di calcio.

Fila 19 (Ryad 19, 2021) –  di Alexander Babaev 

Film a caso in pillole: Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo

s-l500Una della commedie (sedicenti) più brutte della storia del cinema, non foss’altro per la durata (2 ore e mezza; lo riscriviamo, casomai vi fosse sfuggito: 2-ore-e-mezza), la fama che lo precede e un cast “all star”.

Due ore e mezza di agonia: non uno spunto degno di nota (ok, lo ammettiamo, ogni tanto ci siamo addormentati, quindi su questo punto non possiamo garantire), non un attore fra i protagonisti che si ricordi per un qualsiasi motivo (le star hanno ruoli secondari o marginali)  e un’agghiacciante scena finale nel reparto ortopedico che rivaluta i film di Pierino.

E dire che lo spunto iniziale non è affatto male, anzi: un tizio muore in seguito a un incidente stradale. Ma prima di esalare l’ultimo respiro rivela l’esistenza di un tesoro ai tizi che hanno tentato di soccorrerlo. Di lì iniziano la corsa al tesoro, con il gruppo dei pretendenti che si allarga sempre più, e un’insopportabile caciara per lo spettatore.

La cosa migliore è di gran lunga il titolo, che però non si capisce cosa c’entri con la vicenda narrata.

Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo (It’s a mad, mad, mad, mad world, 1963) – Stanley Kramer

Film a caso in pillole: Popeye – Braccio di Ferro

popeye-braccio-di-ferroTriste trasposizione cinematografica di Braccio di Ferro, che non si capisce perché abbia un sacco di capelli, per giunta biondi, e non mangi gli spinaci per ricevere energia extra, se non dopo un’ora e quarantatre minuti di film. Non bastasse, ogni tanto cantano, modello musical.

La tenerezza per un personaggio che è difficile non associare al magico mondo fatato dell’infanzia addolcisce un po’ la stroncatura, anche se il film rimane brutto e solo nel finale si ravviva un po’. Ma una nota positiva c’è: strepitoso Robin Williams nei panni di Braccio di Ferro.

Popeye-Braccio di Ferro (Popeye, 1980) – di Robert Altman

Film a caso in pillole: Istinto primordiale

motherly-posterThriller davvero niente male, nonostante un colpo di scena telefonatissimo e un cast da mani nei capelli.

Madre e figlia vivono sotto protezione, in seguito a un delitto commesso dal padre. Forse.

La storia c’è, è costruita bene e dura poco (un’ora e un quarto, evviva!), il colpo di scena telefonatissimo è soggettivo, quindi magari non è così per tutti, ma gli attori…aiuto… D’accordo, è un film a basso costo, ma qualcosa di meglio non c’era in giro? Non se ne salva uno.

Non si salvano nemmeno i titolisti italiani. Titolo originale: Materno (Motherly, il sottinteso è istinto, quindi Istinto materno). Titolo italiano: Istinto primordiale.

Fantastico.

Istinto primordiale (Motherly, 2021) – di Craig David Wallace

Film a caso in pillole: Omicidio al Cairo

locandinaCome giallo non sarebbe neanche malaccio, non fosse per quel problemino comunque peraltro al 90% dei film mondiali: dura più di una partita di calcio, e non ne ha motivo.

Muore una famosa cantante e di mezzo pare esserci un politico; un poliziotto indaga, ma in tanti hanno interesse a insabbiare la faccenda.

Ovviamente il titolo italiano nulla ha a che spartire con quello originale, ma in questo caso il titolo più appropriato potrebbe tranquillamente essere: “Sigarette e mazzette”. Lo sappiamo: fa schifo. Ma che il film detenga il record mondiale di mazzette elargite e sigarette fumate, è un dato di fatto.

Imbarazzante la locandina copiata da quella di Vertigo, alias La donna che visse due volte (già nel 1958 i titolisti italiani erano in forma splendida).

Omicidio al Cairo (The Nile Hilton incident, 2017) – di Tarik Saleh

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Film a caso in pillole: Parigi 13 Arr.

59394Guardabilissimo film supportato da un bianco e nero senza senso ma sempre affascinante. Si conoscono, fanno sesso, poi prendono altre strade. Forse.

Si potrà mai sbagliare un film in bianco e nero in cui si parla esplicitamente (ma non solo) di sesso? No, non si può.

E come non rimanere affascinati al cospetto della genialità dei titolisti italiani?

Titolo originale: Paris 13 Arr. Dove “Arr.” è l’abbreviazione di arrondissement, circoscrizione, dipartimento.

Titolo italiano: Parigi 13 Arr. In sostanza: hai tradotto il nome della città (grazie tra l’altro, senza la traduzione mai avremmo immaginato che Paris è Parigi), ma hai lasciato “Arr.”, l’incomprensibile abbreviazione di un termine francese. Geniale.

Parigi 13 Arr. (Paris 13 Arr., 2021) – di Jacques Audiard

Film a caso in pillole: Mara

81mH8o7MsHL._SL1500_Dignitoso ma non necessario horror.

Due problemi fondamentali. Il primo: se ti addormenti muori. Qualcuno ha parlato di Nightmare e di Freddy Krueger? Qui la variante è una strega (o una roba del genere) che ti strangola, ma il pensiero corre sempre là, a Freddy Krueger.

Secondo problema: perché la strega del sonno ammazza alcuni e non altri? Deboluccia la motivazione che viene presentata.

Parlando di qualità tecnica, poco da ridire, ben diretto e ben interpretato. L’involucro c’è, mancano “solo” l’anima e qualche scena che spaventi sul serio.

Mara (2018) – di Clive Tonge

Film a caso in pillole: Corro da te

CatturaFarlo finire un po’ prima no?

Non è questione di durata, anche se siamo oltre la partita di calcio, ma di un film che non vuole decidersi a concludere. Potrebbe finire a questo punto. No, prosegue. Ah ecco, potrebbe finire a quest’altro punto. No, prosegue. Stavolta ci siamo, finisce sicuramente a questo punto. Nemmeno.

Sia chiaro: il film si lascia guardare alla grande, anche se nella seconda parte, quella seria, perde ritmo rispetto alla prima, più scanzonata e scorretta.

Miriam Leone, bellissima disabile, entra nel “mirino” del dongiovanni senza scrupoli Piefrancesco Favino, diposto addirittura a fingersi disabile pur di portare a casa il risultato. Bravissimi tutti e due.

Ma il miglior personaggio, per distacco, è quello affidato a Piera Degli Esposti, nonna della disabile.

Corro da te ( 2022) – di Riccardo Milani

Film a caso in pillole: La ira de dios

The_Wrath_of_God-196193996-largeTroppe forzature.

C’è anche del buono, intendiamoci (lo spunto iniziale e il cast, ad esempio), ma come si fa a rimanere seri e concentrati? E’ un thriller, se non sei credibile il castello di carte crolla.

Assistente di un famoso scrittore innesca con una denuncia per molestie una spirale di morti. I casi sono due: o lei è pazza. E oltre a essere pazza è anche la persona più sfortunata del mondo, visto che i suoi parenti iniziano a morire come mosche. Oppure lo scrittore è il serial killer più creativo e manipolatore di sempre. E in questo caso si fatica a non pensare “sì, vabbé” ogni volta che spunta un cadavere.

Prefinale difficilmente accettabile; finale con spiegazione pilatesca del mistero, che non cancella i tanti “sì, vabbé” che l’hanno preceduto.

La ira de Dios (2022) – di Sebastián Schindel

Film a caso in pillole: Beauty

CatturaImpresentabile.

Film su una giovane cantante…che non canta mai. E quando sta finalmente per farlo, in diretta tv, arrivano i titoli di coda. Ok, non viviamo su Marte, è un film a basso costo, soldi per canzoni originali non ce n’erano. Ma allora che senso ha un’operazione del genere, che nemmeno può contare su una protagonista particolarmente brava e/o carismatica?

Cosa ci faccia poi in questo film Sharon Stone, seppur in un ruolo non di primo piano, non si sa. Buon per lei che si fatichi a riconoscerla, tanto è “sgranata” la fotografia in nome di non sappiamo quale cifra culturale vintage.

Giovane cantante sta per spiccare il volo, la famiglia più che aiutarla la danneggia. Poi boh, non sapremmo dire altro, è stata una sofferenza immane arrivare alla fine, nonostante la durata inferiore a una partita di calcio.

Beauty (2022) – di Andrew Dosunmu